martedì 10 marzo 2009

«È buona?»


"Ieri sera stavo amministrando l'Eucarestia, durante la Messa solenne, quando si è presentato un papà con la figlioletta in braccio.


«Il Corpo di Cristo».

Amen.

E gli ho fatto la Comunione.

La bambina allora, che osservava con occhi colmi di stupore, si è rivolta a suo padre e gli ha chiesto: «È buona?».

Sono rimasto letteralmente bruciato da quell'interrogativo.

A tal punto, che mi son dovuto fermare.

Poi, con la pisside in mano, mi son fatto largo fra la gente, ho raggiunto quel signore che si era già allontanato, e ho sentito il bisogno di dare un bacio alla sua bambina.

Quella domanda mi è parsa splendida.

E siccome nell'omelia avevo detto che in fatto di Fede possiamo trasmettere agli altri solo ciò che sperimentiamo noi stessi, ho pensato che il Signore, con la battuta ingenua di una bambina e nel linguaggio spontaneo dei semplici, avesse voluto restituirmi la sintesi del mio lungo discorso.

In effetti, ciò che rende credibili sulle nostre labbra di annunciatori la trasmissione del messaggio di Gesù è soltanto l'esperienza che noi per primi facciamo della sua verità.

Una verità che non passa, se chi la trasmette non ne pregusta un assaggio e non se ne nutre in abbondanza.

La domanda di quella bambina, perciò, ci stringe d'assedio, perché chiama in causa non tanto il nostro sapere religioso, quanto lo spessore del nostro vissuto concreto.

«È buona?».

Perché, se la mensa di cui tu parli ti riempie di forze, desidero sedermi anch'io alla tua tavola. Spezzane un po' anche per me di quel pane che tu gusti avidamente.

Fammi bere alla stessa brocca, se è vero che quell'acqua toglie la sete e ti placa l'arsura dell'anima.

«È buona?».

Perché se l'hai già provato tu che la legge del Signore è perfetta e rinfranca l'anima, come dicono i Salmi, o che gli ordini del Signore fanno gioire il cuore, e le sue parole sono più dolci del miele e di un favo stillante... fa assaporare pure a me queste delizie del palato e non escludermi da condivisioni di così squisita bontà.

Carissimi, io non so bene cosa ieri sera, a Messa, avesse voluto da me il Signore, il quale per dirla ancora con le Scritture, si esprime spesso con la bocca dei bimbi e dei lattanti.

Ha voluto provocarmi a uscire dall'assuefazione ad un cibo troppo distrattamente consumato?

Ha inteso rimproverarmi la sistematica assenza di gratitudine per il Suo Pane disceso dal cielo? Ha voluto farmi prendere coscienza con quanto poco stupore accolgo la ricchezza dei suoi doni?Non lo so.

Certo è che, se quella bambina avesse potuto capirmi e io mi fossi sentito meno indegno di accreditarmi certi meriti, avrei risposto per conto del suo papà, rimasto muto, e avrei voluto dirle: «Sì che è buona l'eucarestia».

Così come è buona la sua Parola.

Così come è buona la sua amicizia.

Così come è buona la sua Croce.

Te lo dico io che non posso più resistere senza quell'Ostia.

Che non so più fare a meno della sua Parola di vita eterna.

Che sperimento la sua amicizia, sia nel gaudio di quando Lui mi è accanto, come nella nostalgia quando mi manca.

Te lo dico io che ho una croce leggera sul petto, e una pesante sulle spalle.

Quest'ultima, però, da quando ho capito che è una scheggia di quella portata da Lui, da simbolo delle mie sconfitte, si è tramutata in fontana di speranza.

Per me e per gli altri.

Parola di uomo!»".

(don Tonino Bello)

8 commenti:

Piccolo Mascalzone ha detto...

Grazie Antonella, sei sempre molto cara ....e questi messaggi sono sempre come un raggio di colore nella quotidianietà...

Un abbraccio
Fra

Anonimo ha detto...

Da qualche anno oramai accolgo il Corpo di Cristo con uno spirito nuovo.
Faccio un cammino spirituale da tanti anni e una cosa che ho imparato è la fondamentale importanza dei Sacramenti.
Dovremmo pensare che in quei pochi grammi di Ostia ci sono:

LA VIA
LA VERITA'
LA VITA

tutte concentrate in pochi grammi, tutte disponibili per noi perché possiamo accoglierle e custodirle nel nostro "tabernacolo"...
San Paolo scriveva che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo... dobbiamo averne cura e rispetto... e cura e rispetto merita il Corpo del Signore che si fa sostanza dolcissima per darci chiarezza di mente e di cuore.
San Tommaso non credette ma quando mise il dito nelle piaghe di Cristo non poté non dire il suo "Signore mio e Dio mio"... percorrendo quei pochi metri che mi separano all'altare recito anch'io quella frase così semplice ma così vera... chiudo gli occhi per accogliere, per contenere, per custodire... mi sembra così di vedere meglio, ad occhi chiusi e a cuore nudo, mi sembra così di affidare il mio limite umano alle mani del Padre perché quell'Ostia mi cambi, perché io muoia e diventi, perché io compia la Sua volontà.
Si, è buona l'Ostia consacrata, cara piccola bimba... è buona... e rende le ossa più forti, i muscoli più tonici, il cuore più coraggioso... è una vera medicina per l'anima.
Grazie Amina, perché con questo brano mi hai fatto prendere coscienza di quanta fortuna abbiamo a conoscere Dio e tutte le sue meraviglie...

Amina ha detto...

Grazie a te Amica che ti firmi 'anonimo', ma che ti riveli a me attraverso le parole con cui hai deciso di lasciare un segno del tuo passaggio in questo mio diario.
La Fede è la nostra forza Amica C., unite nella Preghiera ci stringiamo a Lui e a Lui ci affidiamo con cieca fiducia e solida speranza...
tvb
Amina

Anonimo ha detto...

ANCHE IO... SMACK...*

paolo pugni ha detto...

Grazie per questa delicata riflessione che apprezzo molto

bianca ha detto...

Parole che indicano un cammino..
In questi giorni sta compiendo l'ultimo tratto un uomo buono,integro, forte e di grande Fede .Che i suoi passi siano lievi in questi giorni di Vigilia di Pasqua, mi resterà l'esempio,senza domande.

Anonimo ha detto...

Sono i momenti difficili che la vita ci propina a farci pensare e ad avvicinare a percorsi interiori.Quando le nostre certezze, la nostre baldanze, si sgretolano, quando perdiamo pezzi di noi stessi,ci si aggrappa con tutte le forze alla fede, che ci tiene per mano, come il papà e la bambina e ci aiuta a sperare per ricominciare. Pino Lecce

Stefano Calosso ha detto...

"Fammi bere alla stessa brocca, se è vero che quell'acqua toglie la sete e ti placa l'arsura dell'anima."

Penso che ci si debba fare bambini anche noi cper bere a quella brocca. Un abbraccio...

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A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.