giovedì 19 maggio 2011

Calici e microfono



Alzare un calice o impugnare un microfono sono due gesti che svolgo con la medesima naturalezza.
Sono cresciuta in una famiglia sulla cui tavola il vino ha sempre avuto un posto d'onore.
Dei miei bisnonni, l'uno aveva la Cantina Sociale di Asti, l'altro - medico per passione - gestiva le proprietà dei Principi d'Aremberg, che poi acquistò continuando a produrre il vino che per anni mantenne sull'etichetta anche l'antica dicitura.
Da bambina, nel giorno di Natale o per la Festa della Mamma, chiedevo di poter stare in piedi su una sedia mentre, davanti ad una platea più o meno numerosa, brandivo orgogliosa un microfono giocattolo e recitavo la poesia, cantavo o raccontavo filastrocche spesso di mia invenzione.
Quale meraviglioso stupore quando, sabato scorso, a Nizza Monferrato (AT), in occasione di #Barbera2 - evento organizzato dagli amici Gianluca Morino e Monica Pisciella – un amico si è avvicinato per esprimermi il suo personale apprezzamento per il coraggio che avevo dimostrato quando, durante la degustazione, interpellata per presentarmi, avevo 'osato' e mi ero lanciata ad esprimere le mie considerazioni sulle Barbera che stavamo degustando.
L'evento #Barbera2, nato e alimentato giorno dopo giorno sul web, in special modo su Twitter, ha offerto a molti, esperti conoscitori del vino e curiosi appassionati, l'occasione di conoscere, apprezzare, mettere a confronto la Barbera prodotta in Piemonte e quella coltivata in California.
Dei 10 calici offerti ai nostri palati, 5 profumavano di Terra Sabauda, 5 di Stati Uniti.
Onestamente non sapevo cosa aspettarmi: la Barbera è pur sempre la Barbera, pensavo.
Ero curiosa di capire se un vitigno, che si chiama pur sempre 'Barbera', potesse davvero esprimersi in maniera diversa a seconda che venisse coltivato al di qua o al di là dell'Oceano.
Ed è con questo spirito che ho iniziato a degustare il nettare che i ragazzi della Scuola Alberghiera di Agliano (località che conosco perchè i miei nonni ci andavano in vacanza) versavano nei calici che, panciuti e trasparenti, rendevano la mia postazione simile al regno di una maga che crea pozioni magiche e filtri amorosi.
Non so quali siano i parametri che gli esperti utilizzano per dare valutazioni sul vino, e alcuni dei profumi che spesso sanno riconoscere, credo di non averli mai sentiti nella mia esperienza di vita.
Mi affascina ascoltare chi del vino sa parlare con maestria e preparazione, talvolta riuscendo perfino a far scoprire note nascoste a palati non allenati.
Intorno a quel tavolo, però, ero stata invitata anche io, e quando Monica mi ha offerto il microfono, non ho perso l’occasione di raccontare il mio modo di apprezzare la Barbera, vera protagonista dell’evento.
Mi sono espressa per immagini, modalità che mi appartiene e che spesso mi fornisce il modo per condividere emozioni e sensazioni che altrimenti resterebbero nella sfera dell’inespresso.
Ed ecco che le Barbera Americane si sono presentate agli occhi del mio gusto come un bambino che salta la corda, braghette corte, scarponcini e maglioncino a righe.
Accaldato, ridanciano, saltellando oscilla di qua e di là della corda, vivace e sbarazzino.
L’anima seria del Piemonte ben si esprime invece nelle Barbera Italiane, più simili ad un bambino che, composto, indossando il suo ineccepibile completo per la scuola, fa i compiti.
Il capo chino, le gambe avvicinate, concentrato in quel che sta facendo, ma con l’espressione sorridente di chi sa che, dopo il dovere, potrà correre nei prati rincorrendo le farfalle.
Proprio come noi che, dopo la degustazione, ci siamo ritrovati nel giardino di Cascina Garitina per continuare a condividere la gioia dello stare insieme sulle note di una musica che la Barbera ha iniziato a farci sentire quando, qualche tempo fa, iniziò su Twitter il countdown: -48 a #Barbera2!

La foto è merito dell'amico Marco.

9 commenti:

Luciano ha detto...

Lei è stupenda come sempre, una Donna iimmensa.

Monica Pisciella - Wineup ha detto...

Meraviglioso post, vero, istintivo, emozionante.
Grazie di aver condiviso con noi la giornata, ma anche i mesi di preparazione; grazie di averci fatti sorridere con la praterbera e con altre mille battute; grazie di averci sostenuti sempre.
Grazie di essere parte delle nostre vite.
Un abbraccio

Natasha ter Haar ha detto...

Bellissimo questo post, davvero' emozionante! Grazie Carlottella ;-)!

Paolo Carlo ha detto...

Ricordo bene il tuo intervento microfonato; voce alta e decisa, un sempre affettuoso accenno al batuffolo di pelo al tuo fianco,la doverosa precisazione sulla tua lucidità nonostante i diversi assaggi come a sottolineare che quello che avresti poi detto.. meritava importanza ed attenzione.
E di fatto posso garantirti che l'attenzione c'è stata ed è stata ricambiata da quella metafora dei bambini che mi ha fatto riflettere su come a volte basti essere semplici per cogliere l'essenza delle cose anche più complesse.
Un sincero abbraccio!
Paolo

Carlo Spinelli Doctor Gourmeta ha detto...

Antonella Carlottella,
ma che intrigante novella
e del Barbera sentinella!
Non c'è dubbio, sei damigella
e svolazzi tra i calici come una coccinella..
Scrivi scrivi a manovella,
e raccontaci ancora come una gazzella,
il sentor di caramella, o frittella, o mozzarella.
Brava Carlotella,
un ricco 8 in pagella! :-)

massimo ha detto...

confesso, in genere non leggo o leggo poco i post sugli eventi che affollano quotidianamente il mondo del vino. Mi annoiano, trovo troppo spesso toni enfatici,trionfalistici e autocelebrativi che nella migliore delle ipotesi fanno perdere smalto al post sino a puzzare di falso lontano un miglio, a cui spesso fanno eco opinioni contrapposte, troppo critiche, a volte velenosette, dettate magari da motivazioni differenti dalla qualità dell'evento in se stesso. Non avrei letto neanche questo se non per la curiosità di sapere cosa ne pensasse di un evento come #barbera2 un'amica che nonostante le origini, che ricorda nel post, adesso vive e lavora in una realtà differente da quella della sua infanzia e solo di recente si sta riavvicinando al vino. Non ho perso il mio tempo, il suo post è fresco, frizzante e si beve hoppsss legge di un fiato, una lezione di stile per molti addetti ai lavori che pur scrivendo bene spesso e volentieri si perdono in noiosi tecnicismi con il risultato di non riuscire a farmi andare oltre al secondo rigo.

Anna Savino ha detto...

wow! trasmetti cosi tanto i tuoi sentimenti.. complimenti! da parte di io e claudio!:)

neromarco ha detto...

Me lo son riletto qualche volta, e quel che mi piace di questo post è la capacità di portare un punto di vista personale a una giornata che ha visto la partecipazione di tante persone, ognuna diversa e con le proprie idee. La cosa bella è che la tua creatività (come per la raccolta di cinguettii...) può essere uno stimolo per la creatività degli altri. Alla prossima occasione, quindi e... in alto i calici!

mayageeta ha detto...

Incuriosito dal richiamo sensuale (sessuale?) della punta del naso, sono capitato sul blog.
In maniera molto semplice: brava. Da un vecchio bucaniere che fatica a non perdere entusiasmo e speranza, ma che i sensi tiene sempre allerta, casomai incrociassero un talento, una sensibilità acuta...e qualche volta succede. E il vecchio corsaro ne gode.

Informazioni personali

La mia foto
Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.