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domenica 10 novembre 2013

L'eleganza della Zucca


La Meraviglia del Creato.

Il Rassicurante Senso di Appartenenza a una Terra che compie Miracoli a partire da un apparentemente Semplice, Seme. 

La Gratitudine a un Dio che non si cela, un Dio che si svela nella Magnificenza di un Regno che ci ha dato in Dono.

Amina, 10 novembre 2013

venerdì 29 giugno 2012

disegno un fiore, pensieri e petali


il disegno che Dio ha su di noi è come un Arcobaleno:
non vediamo dove va a finire!

ci arriviamo 
(sì sì, indicativo presente!)
solo credendoci
solo se crediamo nella sua esistenza qui - o lì
e ora - adesso è il momento

a guidarci, la Luce / se ci sembra buio, la fiamma è alta
a sorreggerci, la Fede

volti, parole, fatti e persone vengono a noi per portarci là
o qua

apriamo gli occhi
spalanchiamo le orecchie
seguiamo le orme del cuore :
nulla accade per nulla!

AMO la Vita :

la mia girandola di fiori!


(Amina, Milano 29 Giugno 2012)

venerdì 8 aprile 2011

infiniti e diversi


Nel primo chiarore del giorno,
vestite di luce e silenzio,
le cose si destan dal buio,
com'era al principio del mondo.

La liturgia cattolica invita ad affacciarsi al nuovo giorno con la preghiera, la lode: ho sperimentato questo approccio durante un breve ritiro che feci lo scorso anno presso le monache benedettine, con le quali condivisi due giorni di preghiera e di riflessione.

Banana Yoshimoto dice che 'i viaggi moltiplicano le vite degli uomini'.
Il viaggio dentro di sè, la ricerca della Luce, ci aiuta a dare un senso all'unica Vita nella quale abbiamo consapevolezza di esistere.

Mi piace assaporare gli istanti che evolvono dal momento in cui apro gli occhi, quando lotto per non uscire da quel mondo incantato che mi rapisce quando, la sera, mi abbandono al buio, alla notte, al silenzio dei pensieri.

Riprendere contatto con la realtà - con passo lento - è come tornare da un viaggio che avrei voluto prolungare... ma la luce vince sul buio, ed infine mi sorprendo felice nel ritrovarmi là dove avevo chiuso gli occhi, gioiosa nel poter assaporare l'intensità che emana dalle cose che mi sono famigliari e che, minuto dopo minuto, riprendono forma e sostanza.

Inizia così la mia giornata.

'Sono infiniti e diversi i modi di assaporare la vita, non voglio dimenticarlo mai'
(B. Yoshimoto)

Amina


L'immagine è un'alba immortalata a Lignano nel giorno del mio compleanno 2009.



giovedì 30 settembre 2010

Se Tu esisti


Trascurando tutte le prove (ontologiche e altre) dell'esistenza di Dio, pretendere da Lui stesso una prova è di per sè una prova della sua esistenza, dato che esiste qualcuno da cui pretenderla.


Elena Andreevna Schwartz

martedì 9 febbraio 2010

Continua a cantare


Se il carico è troppo pesante,
non sei sulla tua strada.
Se porti il peso con leggerezza,
sei sulla strada giusta.

Gitta Mallasz, Dialoghi con l'angelo


***


Sii con Dio come l'uccello
che sente tremare il ramo
e continua a cantare
perché sa di avere le ali.

S. Giovanni Bosco

lunedì 11 gennaio 2010

L'amore non è un 'fantasma'!


Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono:
“E’ un fantasma!”, e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò a loro e disse:
“Coraggio, sono io, non abbiate paura”.
E salì sulla barca con loro e il vento cessò.

Mc 6, 49-51



...portiamoci via da questo Natale come dono e come impegno il desiderio di farci reciprocamente coraggio, per remare insieme nel mare della vita con minore fatica e con gioia crescente: l'amore non è un 'fantasma' (6,49)!

martedì 17 novembre 2009

Un cuore di carne

Vi darò
un cuore nuovo,
metterò
dentro di voi
uno spirito nuovo,
toglierò da voi
il cuore di pietra
e
vi darò
un cuore di carne.



Ezechiele 36,26

giovedì 17 settembre 2009

Il dono dell'eleganza, della fantasia, della speranza


Dal saluto ai fedeli in occasione del rientro del simulacro della Madonna dei Martiri nella sua basilica a Molfetta, dopo i festeggiamenti (13-9-1992)

Prima che la Madonna rientri nel suo santuario noi vogliamo chiederle qualche favore, qualche grazia in più, ma grazia spirituale. Non abbiamo bisogno di chiederle (o meglio il bisogno ce l’'avremmo), ma mi sembra sprecato chiederle delle cose materiali.

Intanto le chiediamo il dono dell'eleganza.

Eleganza che significa buon gusto, che significa rispetto dell’altro, che significa accoglienza, che significa sorriso, che significa fare posto all'altro perché passi per primo, perché salga per primo sull’autobus, perché trovi per primo il posto sul treno, perché si serva prima al bar, perché davanti ai mercati possa essere servito prima e faccia per primo la sua richiesta. Questo farsi avanti per cedere il posto all'altro significa sorriso, significa rispetto per le cose altrui, significa punteggiare il proprio discorso, le proprie parole, con le espressioni «prego», «chiedo scusa», che non sono una formalità.È un dono spirituale, non è un dono di galateo che noi chiediamo a Maria.
Lo vogliamo chiedere con tutta la forza, perché se noi siamo capaci di offrire accoglienza... se noi siamo rispettosi a non sollevare il volume della radio o della televisione, a non suonare il pianoforte in ore impossibili per non disturbare gli altri… allora vuol dire che abbiamo rispetto per gli altri. Il dono dell'eleganza è anche eleganza nel vestire, che non significa portare gli abiti firmati, ma significa portare gli abiti che non diano fastidio agli altri, che non inducano gli altri in pensieri turbinosi.
Eleganza significa bellezza, significa cura del proprio corpo, significa amore per la vita, amore per le cose che ci circondano, gioia di sentirsi incastonati in questo paesaggio di tenerezza che amiamo tutti quanti noi.

E poi un'altra cosa dobbiamo chiedere, un altro dono.
Il dono che vorrei fosse richiesto da tutti quanti noi, è il dono della fantasia, che è il dono dell'estro, il dono del rinnovamento, il dono di prevvigenza, il dono di giovinezza.Perché l'estro, la fantasia ce l'hanno i giovani, ce l'hanno gli adolescenti, ce l'hanno i bambini, coloro cioè che si aprono alla vita. Allora chiedendo alla Vergine santa, stasera, il dono della fantasia vogliamo chiedere il dono della freschezza interiore, il dono della spiritualità rutilante, capace di rinnovare le cose, capace di intuire anche strade nuove per il rinnovamento comunitario della nostra città.
Oggi soprattutto che sta vivendo momenti difficili.Chiedere il dono della fantasia significa anche chiedere il dono della grazia interiore.
Chiedere il dono della comprensione che se la nostra vita non si lega al Vangelo e al Signore noi rimaniamo sempre sugli stessi schemi fissi, ripetitivi che non ci danno la gioia.

E un'ultima cosa chiediamo a Maria: la speranza. […]
Verranno tempi duri: inutile che ce lo nascondiamo.
Dobbiamo dircelo qui, ai piedi della madre, perché sia lei a renderli più dolci.Verranno tempi duri per la nostra vita nazionale.
Verranno tempi duri proprio nel momento in cui ci stiamo preparando a vivere l'esperienza nella casa comune della nuova Europa, che a me si presenta anche con tristi presagi perché ha più il sapore di una convivenza economica, di una cassa comune che di una casa comune.
Sembra più l'Europa dei mercanti che dei fratelli che si trovano tutti quanti insieme e vivono la loro identità aperta per aprirsi anche all'accoglienza degli altri.
Tempi duri. […]
Verranno tempi difficili, ma noi li dobbiamo affrontare con grande speranza.
Perché se ce la mettiamo tutta le cose dovranno cambiare.
Dovranno cambiare anche per la nostra città.

Non abbiate paura, quindi, carissimi fratelli.
Chiediamo al Signore, chiediamo alla Vergine santa che faccia traboccare nel nostro cuore la speranza in tempi migliori.
Ce la possiamo fare.
Soprattutto se il Vangelo, l'onestà, la purezza dei giovani, la trasparenza, il rispetto del corpo proprio e degli altri, il ritorno alla fontana antica ci sosterranno in questo nostro cammino.

La Vergine santa faccia scendere la sua benedizione su tutte le nostre case.[…]

Ecco perché sento che la Vergine santa, stasera, voglia benedirci proprio con queste parole, con le parole di una splendida preghiera irlandese che io faccio mia e che rivolgo a ciascuno di voi come se fossero espressioni della Madonna:

«Carissimi fratelli tutti, la strada vi venga sempre dinanzi e il vento vi soffi alle spalle e la rugiada bagni sempre l'erba su cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre sul vostro volto.
E il pianto che spunta sui vostri occhi sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi di lacrime di amarezze e di dolore ci sia sempre qualcuno o qualcuna pronto ad asciugartele.
Il sole entri a brillare prepotente nella vostra casa a portare tanta luce, tanta speranza e tanto calore»

+ don Tonino Bello, vescovo [ 13-9-1992 ]

lunedì 3 agosto 2009

C'è, sapete, la ragione di essere sempre lieti

Amiamo dunque;
amiamo grandemente;
ma non dimentichiamolo,
non dimentichiamocelo mai
che un grande amore, quaggiù,
si trova sempre
sotto ad una grande croce

Frate Ave Maria

(Cesare Pisano - 1900/1964)
degli Eremiti della Divina Provvidenza (Don Orione)

lunedì 22 giugno 2009

Preghiera, di Francesco Nigri





Silenzioso
attendo
seduto su me
lo sguardo di vita

Silenzioso di me
del superfluo
ed inutile

CercarTi

Silente sorridi
e senza parole
sono un fiume
di parole silenti

Sguardi interiori
e interiori intese
nel tempo che
esiste solo dentro
l’attorno
qui dove sei

Ciò che sono
è sul banco

Ciò che sei
nell’altare del cuore

TrovarTi

Silente mi
prendi per mano
e siedi con me
sul banco del vissuto

Canta il cuore
di sorrisi evidenti

Confidenze

Indicarmi l’amare
nel mistero
insondabile

RiconoscerTi
sulla strada
di Emmaus

Raccogliermi in Te
e ritrovarTi sempre
nelle prossime strade
in ogni viandante

Ti porterò con me
oltre i silenzi
oltre i rumori

Ogni vissuto
sarà parlare con Te
sarà parlare di Te
e cantare
di sorrisi evidenti

Francesco Nigri

Copyright©2009 FrancescoNigri-inedita


TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED
TOUS LES DROITS RESERVES

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,
di riproduzione e di adattamento anche parziale, con
qualsiasi mezzo, sono
riservati per tutti i Paesi
***
Quando ho letto la poesia di Francesco ho desiderato immediatamente pubblicarla qui, nel diario intimo di quel mio IO che ho chiamato Amina.
La Preghiera rappresenta spesso per me l'unica ala a cui aggrapparmi per non cadere, e, al contrario... Volare.
Si può pregare ovunque, la Preghiera è nel nostro Cuore, ma ci sono luoghi dove è più facile entrare in contatto con se stessi, abbandonare la zavorra e abbandonarsi a Lui, a quel Suo abbraccio che avvolge, scalda, consola, conforta, sostiene...
Per Amina la Chiesa degli Angeli Custodi in Torino è un nido fatto di nuvole calde e morbide come Mani, un nido dove rifugiarsi per trovare l'abbraccio del Divino e la solida presenza dell' Angelo Custode...

martedì 5 maggio 2009

Il silenzio


Riterrai difficile pregare, se non sai come fare.

Ognuno di noi deve aiutare se stesso a pregare: in primo luogo, ricorrendo al silenzio; non possiamo infatti metterci in presenza di Dio se non pratichiamo il silenzio, sia interiore che esteriore.

Fare silenzio dentro di sè non è facile, eppure è uno sforzo indispensabile; solo nel silenzio troveremo una nuova potenza e una vera unità.

La potenza di Dio diverrà nostra per compiere ogni cosa come conviene; lo stesso sarà riguardo all'unità dei nostri pensieri con i suoi pensieri, all'unità delle nostre preghiere con le sue preghiere, all'unità delle nostre azioni con le sue azioni, della nostra vita con la sua vita.

L'unità è il frutto della preghiera, dell'umiltà, dell'amore.

Nel silenzio del cuore, Dio parla; se starai davanti a Dio nel silenzio e nella preghiera, Dio ti parlerà.

E saprai allora che non sei nulla.

Soltanto quando riconoscerai il tuo non essere, la tua vacuità, Dio potrà riempirti con se stesso.

Le anime dei grandi oranti sono delle anime di grande silenzio.

Il silenzio ci fa vedere ogni cosa diversamente.

Abbiamo bisogno del silenzio per toccare le anime degli altri.

L'essenziale non è quello che diciamo, bensì quello che Dio dice – quello che dice a noi, quello che dice attraverso di noi.

In un tale silenzio, egli ci ascolterà; in un tale silenzio, parlerà alla nostra anima, e udremo la sua voce.
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love‬

martedì 10 marzo 2009

«È buona?»


"Ieri sera stavo amministrando l'Eucarestia, durante la Messa solenne, quando si è presentato un papà con la figlioletta in braccio.


«Il Corpo di Cristo».

Amen.

E gli ho fatto la Comunione.

La bambina allora, che osservava con occhi colmi di stupore, si è rivolta a suo padre e gli ha chiesto: «È buona?».

Sono rimasto letteralmente bruciato da quell'interrogativo.

A tal punto, che mi son dovuto fermare.

Poi, con la pisside in mano, mi son fatto largo fra la gente, ho raggiunto quel signore che si era già allontanato, e ho sentito il bisogno di dare un bacio alla sua bambina.

Quella domanda mi è parsa splendida.

E siccome nell'omelia avevo detto che in fatto di Fede possiamo trasmettere agli altri solo ciò che sperimentiamo noi stessi, ho pensato che il Signore, con la battuta ingenua di una bambina e nel linguaggio spontaneo dei semplici, avesse voluto restituirmi la sintesi del mio lungo discorso.

In effetti, ciò che rende credibili sulle nostre labbra di annunciatori la trasmissione del messaggio di Gesù è soltanto l'esperienza che noi per primi facciamo della sua verità.

Una verità che non passa, se chi la trasmette non ne pregusta un assaggio e non se ne nutre in abbondanza.

La domanda di quella bambina, perciò, ci stringe d'assedio, perché chiama in causa non tanto il nostro sapere religioso, quanto lo spessore del nostro vissuto concreto.

«È buona?».

Perché, se la mensa di cui tu parli ti riempie di forze, desidero sedermi anch'io alla tua tavola. Spezzane un po' anche per me di quel pane che tu gusti avidamente.

Fammi bere alla stessa brocca, se è vero che quell'acqua toglie la sete e ti placa l'arsura dell'anima.

«È buona?».

Perché se l'hai già provato tu che la legge del Signore è perfetta e rinfranca l'anima, come dicono i Salmi, o che gli ordini del Signore fanno gioire il cuore, e le sue parole sono più dolci del miele e di un favo stillante... fa assaporare pure a me queste delizie del palato e non escludermi da condivisioni di così squisita bontà.

Carissimi, io non so bene cosa ieri sera, a Messa, avesse voluto da me il Signore, il quale per dirla ancora con le Scritture, si esprime spesso con la bocca dei bimbi e dei lattanti.

Ha voluto provocarmi a uscire dall'assuefazione ad un cibo troppo distrattamente consumato?

Ha inteso rimproverarmi la sistematica assenza di gratitudine per il Suo Pane disceso dal cielo? Ha voluto farmi prendere coscienza con quanto poco stupore accolgo la ricchezza dei suoi doni?Non lo so.

Certo è che, se quella bambina avesse potuto capirmi e io mi fossi sentito meno indegno di accreditarmi certi meriti, avrei risposto per conto del suo papà, rimasto muto, e avrei voluto dirle: «Sì che è buona l'eucarestia».

Così come è buona la sua Parola.

Così come è buona la sua amicizia.

Così come è buona la sua Croce.

Te lo dico io che non posso più resistere senza quell'Ostia.

Che non so più fare a meno della sua Parola di vita eterna.

Che sperimento la sua amicizia, sia nel gaudio di quando Lui mi è accanto, come nella nostalgia quando mi manca.

Te lo dico io che ho una croce leggera sul petto, e una pesante sulle spalle.

Quest'ultima, però, da quando ho capito che è una scheggia di quella portata da Lui, da simbolo delle mie sconfitte, si è tramutata in fontana di speranza.

Per me e per gli altri.

Parola di uomo!»".

(don Tonino Bello)

mercoledì 18 febbraio 2009

Ed egli ci vide chiaramente


"…Allora, preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese:’Vedi qualcosa?’.

Quegli, alzando gli occhi, disse:’Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano’.

Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa…" PdS
Dal Vangelo secondo Marco

domenica 15 ottobre 2006

Se per un istante


A un bambino darei le ali,
ma lascerei che da solo imparasse a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia,
ma con l'oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini...
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità risiede nella forza di risalire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito del padre,
lo racchiude per sempre.
Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto
solo per aiutarlo ad alzarsi.
Dì sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.
Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire,
ti abbraccerei forte e pregherei il Signore
affinché possa essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta,
ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.
Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce,
registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un' altra volta
all'infinito.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo"
senza assumere, scioccamente, che lo sai di già.
Sempre c'è un domani
e la vita ci dà un'altra opportunità per fare bene le cose,
ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta,
mi piacerebbe dirti che ti voglio bene,
e che mai ti dimenticherò.
Mantieni coloro che ami vicini a te,
dì loro all'orecchio quanto ne hai bisogno,
amali e trattali bene,
prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie"
e tutte le parole d'amore che conosci!
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.
Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere;
e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano.

Gabriel Garcìa Màrquez

domenica 8 ottobre 2006

La lezione della farfalla (Chiedi e ti sarà dato)


Un giorno, apparve un piccolo bruco in un bozzolo.
Un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla!
La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare, non aveva capito, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così da poter volare.
Era il modo con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo, la fatica è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati.
Non potremmo essere così forti come siamo.
Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte
Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere
Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare
Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare
Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone bisognose di aiuto
Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…Ma ho ricevuto tutto quello dicui avevo bisogno.

Informazioni personali

La mia foto
Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.