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domenica 24 marzo 2013

Pane

Vorrei condividere il profumo di questo 'pane vero'! Farina 0 bio, acqua di montagna, lievito di birra. Ingredienti sani per un alimento che, nella sua preparazione, prevede sia incisa una croce e recitata una preghiera.

domenica 9 dicembre 2012

Quaderno di ricette di Antonella, 1993

Un profumatissimo tuffo in un passato di carta per imboccare una settimana che mi dicono sarà all'insegna della 'succulenza'...

“Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate”, diceva il regista nato nel segno del Leone Alfred Hitchcock. In base a questo criterio, immagino che la prossima settimana vivrai un’esperienza estremamente magica e stimolante. Sarai libero di non occuparti di dettagli noiosi e prosaici. La tua parola d’ordine sarà succulenza. Per ottenere risultati migliori, ti consiglio di assumere il pieno controllo delle tue avventure. Cerca di essere il regista e il protagonista del tuo film, e non un personaggio passivo che reagisce semplicemente a quello che fanno gli altri.

Rob Beezsny

martedì 24 luglio 2012

Sotto il fico

Verceia, 22 luglio 2012

Da qui si doveva cominciare: il cielo.

Finestra senza davanzale, telaio, vetri. 

Un'apertura e nulla più, 

Ma spalancata. 

W. Szymborska, da Il cielo

domenica 20 novembre 2011

Le mele di Mastro Geppetto

Mele al kuzu


Nelle domeniche d'inverno la mia casa profuma di pane e di mele cotte. Più che con il calore prodotto dalla caldaia che sobbalza in terrazza , mi piace scaldare l'atmosfera con ricordi che non appartengono solo al mio passato, quanto piuttosto alla tradizione, ai racconti, alle favole e ai loro castelli, quelli che ho costruito negli anni - non con le carte - ma con i rametti con cui le rondini costruiscono il nido.


Quasi fossi il grillo parlante nella casa di Mastro Geppetto, mi guardo mentre sbuccio le mele e le affetto sottili con la lama verde di un coltellino che con l'immagine del piccolo insetto saltatore fa decisamente pendant! 


Acqua e fuoco: in pochi minuti la frutta ha conquistato l'aspetto della purea, inondando l'ambiente di un profumo che mi ricorda l'atrio dell'ambulatorio della pediatra che si occupava di me quando ero bambina. Il padre coltivava mele e la cantina della sua casa/studio, durante l'inverno, emanava l'odore del Trentino!  


Per rendere la crema ancor piú morbida, e potenziare gli effetti benefici della frutta, la macrobiotica mi ha insegnato ad aggiungere, pochi istanti prima di spegnere il fuoco, un cucchiaino di kuzu sciolto in un un poco d'acqua.  Il kuzu deriva da una radice con proprietà calmanti per l'intestino.


Nella mia tazza Wedgwood si mescolano così Oriente e Occidente, favole e tradizione, calore e retaggi di un passato che confido si materializzi nel futuro, il mio.


Amina

domenica 6 novembre 2011

Torta di zucca antica

Torta di zucca antica

Mi sono innamorata subito di questa ricetta, dal momento in cui mia mamma me ne ha parlato, porgendomi un foglio di quaderno che ha fatto emergere dal fondo di 'Giacobbe', la sua borsa di pelle nera. 
Ancora oggi la calligrafia di mia mamma mi riporta ai tempi della scuola, alle correzioni che apportava ai compiti che le facevo controllare prima di consegnarli alla maestra.
Nel giorno dei morti, dopo essere stata a salutare i miei nonni al cimitero del paese dove è cresciuta, è stata ospite a pranzo dalla 'mitica Mary', un'amica di famiglia nota in tutto l'alessandrino (e non solo :) per le sue doti di cuoca.
Ricordo di  quella giornata di tuffi nel passato, la ricetta di questo dolce piemontese, tanto caro a mia cugina.


Amina



Cuocere la zucca nel forno, al vapore o in un pentolino con poca acqua a fuoco lento.
Schiacciare la polpa, unire 4 oppure 6 uova intere, torrone a pezzetti, cioccolato fondente a pezzetti, 2 oppure 3 cucchiai di miele, cacao amaro in polvere, amaretti sbriciolati, 1 brick di panna, pinoli, buccia di limone, 1 vanillina e rhum.
Imburrare la teglia e cospargerla di amaretti sbriciolati.
In alternativa usare la carta forno inumidita.
Cuocere in forno caldo a 170 gradi per un’ora e mezza.

domenica 7 agosto 2011

Agosto a Milano: un vasetto di Yomo

Parte proprio da qui il mio racconto di oggi, da un vasetto di yogurt Yomo Biscotto Quattro Cereali. Dai gradini del mio terrazzo in cotto. E' domenica, un giorno qualunque. Ed è Agosto. 
Milano in questi giorni sa essere sorprendente, a tratti perfino devastante. 
Svuotata della massa di bipedi e quattroruote che la popolano, svela angoli, piazze, anfratti che la fretta e la folla fanno trascurare. 
Ci si incanta nel silenzio di una città dove non sentire rumori è quasi impossibile in altri momenti dell'anno.
Questa magia però vira presto in una zona buia da dove emergono pensieri e paure che fino a qualche giorno fa confondevo nel traffico della vita degli altri, di  tutti  quelli che mi passavano accanto, mi sfioravano con lo sguardo mentre attraversavano la strada o facevo la fila in posta.
E così mi ritrovo seduta per terra, a mangiare yogurt e a scrivere messaggi agli amici per dire quanto sia spettacolare Milano oggi. 
Di me però non parlo, perché a me tutto questo silenzio, questa immobilità, queste assenze mettono solo una profonda angoscia.
Un sentimento di scontento che non appartiene a nessun altro che a me, che oggi non riesco nemmeno a entrare in una Chiesa e pregare.
Oggi è una brutta giornata, ecco.
Do la colpa alla stanchezza di un anno pesante, ma la vera verità è un'altra.
E la mia storia, oggi, finisce qua.
Amina

lunedì 11 luglio 2011

La mia domenica raccontata a Luca

Una domenica in città: un uccellino nascosto nel suo nido tra i tetti.
E' in giornate come questa che trovo e ritrovo me stessa, pronta a riperdermi per ricominciare la caccia (al tesoro).
A parte due ore trascorse dalla mia amica Pina - che ha ricreato nel cuore della città l'atmosfera e l'accoglienza dei migliori bistrots parigini - dove ho bevuto caffè, mangiato croissants alla marmellata di arance amare, assaporato pane tostato con il burro di arachidi e twittato proponendo un referendum per dare a te – Luca – una rubrica su Vanity, sono stata tutto il giorno tra le mie 4 mura (che son 4 veramente!).
Ho impastato, lievitato, cotto e sfornato il pane di segale (senza lievito, solo con la pasta madre e farina rigorosamente biologica). 
Sono stata un’oretta con Giacomo, Rafael, Elena e Frida*… finchè è comparso l’ingegnere che, siccome me ne ricorda un altro, mi ha fatto cambiare registro… e son planata a guardare 'Ho sposato uno sbirro' alla Tv.
Ho fatto lavatrici, sistemato in armadio i nuovi acquisti maturati grazie ai saldi, ho parlato al telefono con la mia amica di Roma e mi sono premiata per aver bannato l’ingegnere di cui sopra dalla mia vita in rete!
… mi fermo, stessi scrivendo un tema rischierei di superare le 4 colonne!Un sorriso lievitato, aspettando la prossima Domenica.
Amina


*Il riferimento è ai protagonisti di 'Siamo solo amici', Luca Bianchini, Mondadori

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Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.