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Countdown to 7 Billion |
"...Ogni momento che si vive è differente dall'altro. Il bello, il brutto, le cose difficili, la gioia, la tragedia, l'amore, la felicità formano una cosa unica, che è quello che si chiama vita..." Jacqueline Kennedy Onassis
martedì 1 novembre 2011
Tutti i Santi 1 11 11
sabato 23 luglio 2011
Pindaro ha volato
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| Scattata a Burano, 2005 |
lunedì 11 aprile 2011
e la tavola è apparecchiata di bianco

Le vie più difficili
vengono percorse da soli,
la delusione, la perdita,
il sacrificio,
sono soli.
Persino il morto che risponde a ogni richiamo
e che non si nega a nessuna richiesta
non ci soccorre
e osserva
se noi non cediamo.
senza raggiungerci
sono come i rami degli alberi d’inverno.
Tutti gli uccelli tacciono.
Si sente solo il proprio passo
e il passo che il piede non ha ancora fatto
ma che farà.
Fermarsi e voltarsi
non serve. Si deve
andare.
Prendi in mano una candela
come nelle catacombe,
la piccola luce respira appena.
E tuttavia, quando hai camminato a lungo,
il miracolo non tarda,
perché il miracolo sempre accade,
e perché senza grazia
non possiamo vivere:
la candela brilla per il respiro libero del giorno
tu la spegni sorridendo
quando appari nel sole
e tra i giardini che fioriscono
la città è davanti a te,
e nella tua casa
la tavola è apparecchiata di bianco.
E i vivi che perderemo
e i morti che non possiamo perdere
spezzano per te il pane e ti porgono il vino –
e tu senti di nuovo la loro voce
vicinissima
al tuo cuore.
Hilde Domin
venerdì 8 aprile 2011
infiniti e diversi

Nel primo chiarore del giorno,
vestite di luce e silenzio,
le cose si destan dal buio,
com'era al principio del mondo.
venerdì 4 marzo 2011
Everything happens in perfect time*

Voi siete un principe, una principessa, e un regno vi attende: dovete forse gettarvi in preda alla disperazione e allo scoramento perchè dovete attendere ancora un po'?
mercoledì 23 febbraio 2011
Con Re Spera

Ora il mio sforzo dev'essere conciliare consapevolezze e paure.
martedì 11 gennaio 2011
Tutta la vita

"Vorrei passare tutta la vita con una dea irrazionale e sospettosa, con un assaggio di gelosia furibonda come contorno e una bottiglia di vino che abbia il tuo sapore e un bicchiere che non sia mai vuoto"
martedì 5 ottobre 2010
giovedì 7 gennaio 2010
martedì 17 novembre 2009
Un cuore di carne
Vi darògiovedì 17 settembre 2009
Il dono dell'eleganza, della fantasia, della speranza
Prima che la Madonna rientri nel suo santuario noi vogliamo chiederle qualche favore, qualche grazia in più, ma grazia spirituale. Non abbiamo bisogno di chiederle (o meglio il bisogno ce l’'avremmo), ma mi sembra sprecato chiederle delle cose materiali.
Intanto le chiediamo il dono dell'eleganza.
Lo vogliamo chiedere con tutta la forza, perché se noi siamo capaci di offrire accoglienza... se noi siamo rispettosi a non sollevare il volume della radio o della televisione, a non suonare il pianoforte in ore impossibili per non disturbare gli altri… allora vuol dire che abbiamo rispetto per gli altri. Il dono dell'eleganza è anche eleganza nel vestire, che non significa portare gli abiti firmati, ma significa portare gli abiti che non diano fastidio agli altri, che non inducano gli altri in pensieri turbinosi.
Eleganza significa bellezza, significa cura del proprio corpo, significa amore per la vita, amore per le cose che ci circondano, gioia di sentirsi incastonati in questo paesaggio di tenerezza che amiamo tutti quanti noi.
E poi un'altra cosa dobbiamo chiedere, un altro dono.
Il dono che vorrei fosse richiesto da tutti quanti noi, è il dono della fantasia, che è il dono dell'estro, il dono del rinnovamento, il dono di prevvigenza, il dono di giovinezza.Perché l'estro, la fantasia ce l'hanno i giovani, ce l'hanno gli adolescenti, ce l'hanno i bambini, coloro cioè che si aprono alla vita. Allora chiedendo alla Vergine santa, stasera, il dono della fantasia vogliamo chiedere il dono della freschezza interiore, il dono della spiritualità rutilante, capace di rinnovare le cose, capace di intuire anche strade nuove per il rinnovamento comunitario della nostra città.
Oggi soprattutto che sta vivendo momenti difficili.Chiedere il dono della fantasia significa anche chiedere il dono della grazia interiore.
Chiedere il dono della comprensione che se la nostra vita non si lega al Vangelo e al Signore noi rimaniamo sempre sugli stessi schemi fissi, ripetitivi che non ci danno la gioia.
E un'ultima cosa chiediamo a Maria: la speranza. […]
Verranno tempi duri: inutile che ce lo nascondiamo.
Dobbiamo dircelo qui, ai piedi della madre, perché sia lei a renderli più dolci.Verranno tempi duri per la nostra vita nazionale.
Verranno tempi duri proprio nel momento in cui ci stiamo preparando a vivere l'esperienza nella casa comune della nuova Europa, che a me si presenta anche con tristi presagi perché ha più il sapore di una convivenza economica, di una cassa comune che di una casa comune.
Sembra più l'Europa dei mercanti che dei fratelli che si trovano tutti quanti insieme e vivono la loro identità aperta per aprirsi anche all'accoglienza degli altri.
Tempi duri. […]
Verranno tempi difficili, ma noi li dobbiamo affrontare con grande speranza.
Perché se ce la mettiamo tutta le cose dovranno cambiare.
Dovranno cambiare anche per la nostra città.
Chiediamo al Signore, chiediamo alla Vergine santa che faccia traboccare nel nostro cuore la speranza in tempi migliori.
Ce la possiamo fare.
Soprattutto se il Vangelo, l'onestà, la purezza dei giovani, la trasparenza, il rispetto del corpo proprio e degli altri, il ritorno alla fontana antica ci sosterranno in questo nostro cammino.
+ don Tonino Bello, vescovo [ 13-9-1992 ]
lunedì 22 giugno 2009
Preghiera, di Francesco Nigri
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Silenzioso
attendo
seduto su me
lo sguardo di vita
Silenzioso di me
del superfluo
ed inutile
CercarTi
Silente sorridi
e senza parole
sono un fiume
di parole silenti
Sguardi interiori
e interiori intese
nel tempo che
esiste solo dentro
l’attorno
qui dove sei
Ciò che sono
è sul banco
Ciò che sei
nell’altare del cuore
TrovarTi
Silente mi
prendi per mano
e siedi con me
sul banco del vissuto
Canta il cuore
di sorrisi evidenti
Confidenze
Indicarmi l’amare
nel mistero
insondabile
RiconoscerTi
sulla strada
di Emmaus
Raccogliermi in Te
e ritrovarTi sempre
nelle prossime strade
in ogni viandante
Ti porterò con me
oltre i silenzi
oltre i rumori
Ogni vissuto
sarà parlare con Te
sarà parlare di Te
e cantare
di sorrisi evidenti
Francesco Nigri
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martedì 10 marzo 2009
«È buona?»

«Il Corpo di Cristo».
Amen.
E gli ho fatto la Comunione.
La bambina allora, che osservava con occhi colmi di stupore, si è rivolta a suo padre e gli ha chiesto: «È buona?».
Sono rimasto letteralmente bruciato da quell'interrogativo.
A tal punto, che mi son dovuto fermare.
Poi, con la pisside in mano, mi son fatto largo fra la gente, ho raggiunto quel signore che si era già allontanato, e ho sentito il bisogno di dare un bacio alla sua bambina.
Quella domanda mi è parsa splendida.
E siccome nell'omelia avevo detto che in fatto di Fede possiamo trasmettere agli altri solo ciò che sperimentiamo noi stessi, ho pensato che il Signore, con la battuta ingenua di una bambina e nel linguaggio spontaneo dei semplici, avesse voluto restituirmi la sintesi del mio lungo discorso.
In effetti, ciò che rende credibili sulle nostre labbra di annunciatori la trasmissione del messaggio di Gesù è soltanto l'esperienza che noi per primi facciamo della sua verità.
Una verità che non passa, se chi la trasmette non ne pregusta un assaggio e non se ne nutre in abbondanza.
La domanda di quella bambina, perciò, ci stringe d'assedio, perché chiama in causa non tanto il nostro sapere religioso, quanto lo spessore del nostro vissuto concreto.
«È buona?».
Perché, se la mensa di cui tu parli ti riempie di forze, desidero sedermi anch'io alla tua tavola. Spezzane un po' anche per me di quel pane che tu gusti avidamente.
Fammi bere alla stessa brocca, se è vero che quell'acqua toglie la sete e ti placa l'arsura dell'anima.
«È buona?».
Perché se l'hai già provato tu che la legge del Signore è perfetta e rinfranca l'anima, come dicono i Salmi, o che gli ordini del Signore fanno gioire il cuore, e le sue parole sono più dolci del miele e di un favo stillante... fa assaporare pure a me queste delizie del palato e non escludermi da condivisioni di così squisita bontà.
Carissimi, io non so bene cosa ieri sera, a Messa, avesse voluto da me il Signore, il quale per dirla ancora con le Scritture, si esprime spesso con la bocca dei bimbi e dei lattanti.
Ha voluto provocarmi a uscire dall'assuefazione ad un cibo troppo distrattamente consumato?
Ha inteso rimproverarmi la sistematica assenza di gratitudine per il Suo Pane disceso dal cielo? Ha voluto farmi prendere coscienza con quanto poco stupore accolgo la ricchezza dei suoi doni?Non lo so.
Certo è che, se quella bambina avesse potuto capirmi e io mi fossi sentito meno indegno di accreditarmi certi meriti, avrei risposto per conto del suo papà, rimasto muto, e avrei voluto dirle: «Sì che è buona l'eucarestia».
Così come è buona la sua Parola.
Così come è buona la sua amicizia.
Così come è buona la sua Croce.
Te lo dico io che non posso più resistere senza quell'Ostia.
Che non so più fare a meno della sua Parola di vita eterna.
Che sperimento la sua amicizia, sia nel gaudio di quando Lui mi è accanto, come nella nostalgia quando mi manca.
Te lo dico io che ho una croce leggera sul petto, e una pesante sulle spalle.
Quest'ultima, però, da quando ho capito che è una scheggia di quella portata da Lui, da simbolo delle mie sconfitte, si è tramutata in fontana di speranza.
Per me e per gli altri.
Parola di uomo!»".
(don Tonino Bello)
Informazioni personali
- Amina
- Italia, Italia, Italy
- A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.




