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giovedì 25 luglio 2013

Quarantenne 2.0




Edizioni Pulcino Elefante
 
Con un po' di goliardica presunzione, mi piace definirmi Quarantenne 2.0!

Sì , sì, proprio una del tipo:

se non lo condividi con gli Amici su Fb... significa che non ti sei divertito :-)
se non lo diffondi ai Followers di Twitter... significa che non lo hai ritenuto interessante :-)
se non lo immortali con gli occhi di Instagram... significa che non lo vuoi ricordare :-)
se la tua Board su Pinterest non pullula di immagini... significa che non hai ispirazioni :-)

(rido da sola mentre scrivo)

Ancor più buffo intravedermi in metropolitana con l'uncinetto in mano e il libro 'Enciclopedia delle tecniche a uncinetto' sulle ginocchia, intenta a seguire le istruzioni per realizzare un set di presine e asciugamani da esporre nella mia avanguardistica 'Veneta Cucine'.
O incontrarmi per le scale del condominio con un vassoio di pane appena sfornato da condividere con gli amici del piano di sopra, che ben sanno quanta cura impiego nella ricerca degli ingredienti (rigorosamente BIO e KM ZERO), quanto ardore dedico nell'impastare la massa informe che sotto le mie mani si muove come un essere vivente, quanta pazienza nell'attesa dei corretti tempi di lievitazione... proprio come si faceva una volta, quando il pane era un rito sacro e immutabile.

Nel mio Presente, Passato e Futuro si mescolano e io ripercorro le orme degli avi senza togliere lo sguardo dall'orizzonte del progresso.


Amina


Amina, casa a Vendrogno, LC (Alta Valsassina)
 

giovedì 4 agosto 2011

"Tu ne hai di carattere, o no?"

Phil (Danny DeVito):
"Tu ne hai di carattere, o no? E se vuoi la mia sincera opinione Bob, non ne hai. Per la semplice ragione che ancor non provi rammarico per qualcosa."

Bob (Peter Facinelli):
"Vuoi dire che non avrò carattere finché non avrò fatto qualcosa che mi rincresce?"

"No Bob, perché di sicuro hai fatto tante cose di cui rincrescersi, solo che non sai quali sono.
E quando alla fine le scopri, quando vedi l’assurdità di qualcosa che hai fatto, e desidereresti tornare indietro e cancellarla, ma sai di non potere perché è troppo tardi.
Quindi quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te, perché ti ricordi che la vita va avanti, il mondo girerà anche senza di te. Alla fine tu non conti.
E’ allora che acquisterai il carattere, perché l’onestà emergerà da dentro di te e come un tatuaggio ti resterà impressa sulla faccia. Fino a quel giorno, in ogni caso, non ti puoi aspettare di arrivare oltre un certo punto."

da "The Big Kahuna", 1999
Clicca qui e vedi il video da cui è tratto questo brano.

mercoledì 16 febbraio 2011

Intuito


Quando facciamo valere l'intuito,
siamo come una notte stellata:
fissiamo il mondo con migliaia di occhi.

da 'Donne che corrono con i lupi',
Clarissa Pinkola Estés

venerdì 17 dicembre 2010

Mathematik is nicht mein Fach


Mi esercito nell'esser sola e penso d'aver fatto dei progressi.
Parlo con la lingua, che talvolta risponde.
Talvolta risponde qualcun altro.
Ma non calcolo più d'esser capita.
La matematica non è la mia materia.

Barbara Köhler da 'Scatola Blu'

martedì 5 ottobre 2010

martedì 27 aprile 2010

Io sono come quella foglia


Io sono come quella foglia - guarda -
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un'ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s'attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.


Umberto Saba

venerdì 5 marzo 2010

]A[


A, si chiama così lei.

Il suo stato d’animo lo senti dai passi. Dal procedere, dal peso dei suoi passi.

Musica senza parole. Né note, né silenzi.

Né pieno, né vuoto. È il loro contrappunto.

Eccola la musica. Lunghezza che si fa distanza. Distanza che si fa lunghezza.

E straccia la griglia delle polarità: le allontana e le avvicina.

I suoi occhi, ad esempio. No, non è lo sguardo. È il battito. Il ritmo. Lei è tutta lì.

Dagli occhi alle guance alle labbra: senza contorni.

Curve, anche cromatiche; non scalini.

Ecco.

Le persone seguono uno spartito.

Lei ci scarabocchia sopra.

Semplice, segue la sua personalità. Il suo estro.

Ondivaga come una sirena.

Leggera come una foglia. Che si lascia andare.

Tra un’onda e l’altra.

Lei, anello di congiunzione di quel mare.

Un mare compreso tra quadre, rovesciate, che chiudono e schiudono il nostro cerchio.


di A. Di Sapio, edita in Parvenu - bimestrale di cultura e umanità varia - Anno 1 Numero 0 - 1° febbraio 2008: http://www.compagniadelsigillo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=50&Itemid=88
***
Foto dell'opera 'La Lettera A' di Joanperre Massana (2004)

lunedì 26 ottobre 2009

...una piccola conca dilavata da tutti quei rivoli


Perché l’abitante di un paese ha almeno nove caratteri:
carattere professionale, carattere nazionale, carattere statale, carattere di classe, carattere geografico, carattere sessuale, carattere conscio, carattere inconscio, e forse anche carattere privato; li riunisce tutti in sè, ma essi scompongono lui, ed egli non è in fondo che una piccola conca dilavata da tutti quei rivoli, che v’entran dentro e poi tornano a sgorgarne fuori per riempire assieme ad altri ruscelletti una conca nuova.
Perciò ogni abitante della terra ha ancora un decimo carattere, e questo altro non è se non la fantasia passiva degli spazi non riempiti; esso permette all’uomo tutte le cose meno una: prender sul serio ciò che fanno i suoi altri nove caratteri e ciò che accade di loro; vale a dire, con altre parole, che gli vieta precisamente ciò che lo potrebbe riempire.
Questo spazio che, bisogna ammetterlo, è difficile a descriversi, in Italia ha un colore e una forma diversi che in Inghilterra, perché ciò che ne risalta ha un’altra forma e un altro colore, e tuttavia è uguale nell’uno e nell’altro luogo, appunto un vuoto spazio invisibile, entro il quale sta la realtà, come una piccola città d’un gioco di costruzioni abbandonata dalla fantasia”.

L'uomo senza qualità, R. Musil

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Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.