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sabato 28 novembre 2015

'...assomigliando a una nuvola'


Oltre al peso, alla sonorità, devi sentire il movimento: la nuvola, questa maestosa presenza che attraversa il paesaggio dell'aria, che come ogni essere vivente nasce e muore, non fa che dilatarsi e contrarsi senza posa. E poi devi sentirne la forma. Un Volatore non guarda mai a che cosa assomiglia una nuvola: ogni nuvola assomiglia a una nuvola, è una continua metamorfosi di se stessa. Se in certi momenti ti sembra che possa assomigliare a un uomo, un pesce o un palazzo, è perchè in quel momento quel pesce o quel palazzo sta assomigliando a una nuvola.

da 'Il poeta dell'aria  Romanzo in 33 lezioni di volo', Chicca Gagliardo, Hacca  

(la foto è stata tratta dal web, https://erzsebet3.wordpress.com/)

martedì 15 maggio 2012

Vorrei chiedere alle Farfalle dei loro Sogni tra i Fiori



Emily Dickinson

Fiorire - è il fine - chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stentera' a sospettare
le minime circostanze
coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo cosí intricato,
poi offerto come farfalla al mezzogiorno.
Colmare il bocciolo-combattere il verme -
ottenere quanta rugiada gli spetta-
regolare il calore-eludere il vento-
sfuggire all'ape ladruncola,
non deludere la natura grande
che attende proprio quel giorno-essere un fiore,
è profonda responsabilita'.

venerdì 29 luglio 2011

Nulla due volte... una volta, una piuma


Il mio sguardo, oggi, è stato catturato da una piuma bianca posata sui fili d'erba. Timida, eppure così potente da richiamare la mia attenzione.

Non ho saputo fare altro se non fermarla in uno scatto.

E darle una voce, non la mia, ma quella di Wislawa Szymborska:

'Nulla due volte accade né accadrà.
Per tal ragione nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.’

Amina,
Golf Club Sant'Anna
29 Luglio 2011

sabato 23 luglio 2011

Pindaro ha volato

Scattata a Burano, 2005


All’inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci. Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo mai di amarla. (Gregory David Roberts, Shantaram) 

Questa è la frase che Luca Bianchini ha scelto di anteporre al racconto di Giacomo e Rafael, di Elena, di Frida e Tamara (‘Siamo solo amici’, Mondadori).

Giacomo, e il quaderno dove lui, il portiere dell’Abbadessa, annota le sue considerazioni sugli ospiti della locanda; dove confessa l’inaccettabile, per accettarlo – scrivendolo: a se stesso, ma anche a chi, in fondo, spera legga quelle parole nascoste che bramano la luce.

Elena, balzata fuori - per un attimo, giusto il tempo di finire il capitolo - dalla ‘commedia dell’arte piccolo torinese’… un mondo laccato da cui in fondo non si vuole uscire, anche se fuori, là fuori, c’è l’Amore ad attenderti, a bramarti, a vivere per quell'atto di coraggio che mai sarai capace di fare.

Frida, che il nome aveva disegnato nella mia mente con i tratti e l’estro della pittrice messicana che, da bambina, disegnava una porta sui vetri appannati per poterne uscire con l'immaginazione… e invece? Frida assomiglia a Gesù.

Rafael e Tamara sono le chiavi di volta di un palcoscenico dove tutto sembra dover restare immobile giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Sono loro ad avere il coraggio di agire senza rispettare il copione: sono loro a capire che si può essere felici, e a essere d’esempio a tutti gli infelici del romanzo.

Finalmente un Capodanno degno di questo nome, all’apice della felicità, quella vera, vissuta, quella che ‘puoi provare solo a cose fatte’, non quella che sogni nella frustrante solitudine dei voli pindarici che resteranno sempre e solo fantasie alate…

Luca scrive che ‘ci sono notti nate per non essere dormite’ : il suo è un libro scritto per essere letto, alla ricerca di quelle risposte che forse non risolveranno tutti i problemi della nostra vita, ma che di certo ci daranno l’illusione che le cose possono cambiare, anche i desideri.

Amina

mercoledì 25 maggio 2011

Pensieri senza orchestra


Una lunga distesa di mani, mani di uomo.

Sfogliano quotidiani, sgambettano su tastiere touch, si infilano tra i capelli o accarezzano il mento fresco di dopobarba.

Come improbabili lucciole in una giornata di sole, le fedi al dito disegnano nell'aria balletti scomposti, fatti di piroettes e inchini, rincorse e nascondini.

Lucide e divertite, compongono una danza senza musica, foriera di riflessioni che Quassù, tra le nuvole, scivolano ondeggiando tra presente e futuro.

Ed ecco che il maestro d'orchestra fa la sua comparsa.

Non si concede ai nostri sguardi, ma la sua presenza ci rassicura:

il comandante annuncia l'approssimarsi dell'atterraggio.

Chiudo il tavolino, gli occhi.

Terra!


Amina



domenica 15 ottobre 2006

Se per un istante


A un bambino darei le ali,
ma lascerei che da solo imparasse a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia,
ma con l'oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini...
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità risiede nella forza di risalire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito del padre,
lo racchiude per sempre.
Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto
solo per aiutarlo ad alzarsi.
Dì sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.
Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire,
ti abbraccerei forte e pregherei il Signore
affinché possa essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta,
ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.
Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce,
registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un' altra volta
all'infinito.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo"
senza assumere, scioccamente, che lo sai di già.
Sempre c'è un domani
e la vita ci dà un'altra opportunità per fare bene le cose,
ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta,
mi piacerebbe dirti che ti voglio bene,
e che mai ti dimenticherò.
Mantieni coloro che ami vicini a te,
dì loro all'orecchio quanto ne hai bisogno,
amali e trattali bene,
prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie"
e tutte le parole d'amore che conosci!
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.
Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere;
e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano.

Gabriel Garcìa Màrquez

domenica 8 ottobre 2006

La lezione della farfalla (Chiedi e ti sarà dato)


Un giorno, apparve un piccolo bruco in un bozzolo.
Un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla!
La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare, non aveva capito, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così da poter volare.
Era il modo con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo, la fatica è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati.
Non potremmo essere così forti come siamo.
Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte
Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere
Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare
Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare
Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone bisognose di aiuto
Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…Ma ho ricevuto tutto quello dicui avevo bisogno.

Informazioni personali

La mia foto
Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.