
Una lunga distesa
Sfogliano quotidiani, sgambettano su tastiere touch, si infilano tra i capelli o accarezzano il mento fresco di dopobarba.
Come improbabili lucciole in una giornata di sole, le fedi al dito disegnano nell'aria balletti scomposti, fatti di piroettes e inchini, rincorse e nascondini.
Lucide e divertite, compongono una danza senza musica, foriera di riflessioni che Quassù, tra le nuvole, scivolano ondeggiando tra presente e futuro.
Ed ecco che il maestro d'orchestra fa la sua comparsa.
Non si concede ai nostri sguardi, ma la sua presenza ci rassicura:
il comandante annuncia l'approssimarsi dell'atterraggio.
Chiudo il tavolino, gli occhi.
Terra!
Amina
