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venerdì 29 luglio 2011

Nulla due volte... una volta, una piuma


Il mio sguardo, oggi, è stato catturato da una piuma bianca posata sui fili d'erba. Timida, eppure così potente da richiamare la mia attenzione.

Non ho saputo fare altro se non fermarla in uno scatto.

E darle una voce, non la mia, ma quella di Wislawa Szymborska:

'Nulla due volte accade né accadrà.
Per tal ragione nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.’

Amina,
Golf Club Sant'Anna
29 Luglio 2011

lunedì 11 aprile 2011

e la tavola è apparecchiata di bianco


Le vie più difficili

vengono percorse da soli,

la delusione, la perdita,

il sacrificio,

sono soli.

Persino il morto che risponde a ogni richiamo

e che non si nega a nessuna richiesta

non ci soccorre

e osserva

se noi non cediamo.

Le mani dei vivi che si tendono

senza raggiungerci

sono come i rami degli alberi d’inverno.

Tutti gli uccelli tacciono.

Si sente solo il proprio passo

e il passo che il piede non ha ancora fatto

ma che farà.

Fermarsi e voltarsi

non serve. Si deve

andare.

Prendi in mano una candela

come nelle catacombe,

la piccola luce respira appena.

E tuttavia, quando hai camminato a lungo,

il miracolo non tarda,

perché il miracolo sempre accade,

e perché senza grazia

non possiamo vivere:

la candela brilla per il respiro libero del giorno

tu la spegni sorridendo

quando appari nel sole

e tra i giardini che fioriscono

la città è davanti a te,

e nella tua casa

la tavola è apparecchiata di bianco.

E i vivi che perderemo

e i morti che non possiamo perdere

spezzano per te il pane e ti porgono il vino –

e tu senti di nuovo la loro voce

vicinissima

al tuo cuore.

Hilde Domin

martedì 24 agosto 2010

Il principio, la fine e il mezzo dei tempi (Sapienza 7,18)


C'era una volta - e c'è ancora - un'anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza trovare un amore dentro il quale tuffarsi. Stava andando alla deriva negli abissi di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa. Una luce, fatta di musica. E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te.
Allora vi siete dimenticati tutto e avete iniziato a vivere. Tu e la tua anima.
Per sempre felici e contenti, prometteva l'ultima riga delle favole. Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore. Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi. Vi trascinate senza meta sotto il peso dell'infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza.
Lettrice o lettore, non ti crucciare. Prima o poi - e più prima che poi - sentirai in sogno una voce di flauto.
'Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.'
'Innamorarmi della mia anima! E come si fa?'
'Ti do un indizio. Ricomincia dall'inizio...'
Mihael
Massimo Granellini, L'ultima riga delle favole, Longanesi

mercoledì 10 marzo 2010

'v'a'r'c'o'


c'era una bambina dietro il vetro della finestra, non pensò a niente,
"Mi manchi". mandò a dire al merlo attraverso un fiocco di neve.
Il merlo sentì un freddo bacio che aprendosi un varco tra la terra e le radici dell'oleandro, raggiungeva le sue piume proprio sotto l'occhio sinistro.
"E' un risveglio?" chiese al nero del campo.
"E' lo sforzo di farti un mantello". gli sussurrò il fiocco di neve.
"Ho i brividi, - pensò il merlo - e il desiderio perduto di una bambina"


[grazie a Chandra Livia Candiani per la melodia delle sue note parlate]

martedì 5 maggio 2009

Il silenzio


Riterrai difficile pregare, se non sai come fare.

Ognuno di noi deve aiutare se stesso a pregare: in primo luogo, ricorrendo al silenzio; non possiamo infatti metterci in presenza di Dio se non pratichiamo il silenzio, sia interiore che esteriore.

Fare silenzio dentro di sè non è facile, eppure è uno sforzo indispensabile; solo nel silenzio troveremo una nuova potenza e una vera unità.

La potenza di Dio diverrà nostra per compiere ogni cosa come conviene; lo stesso sarà riguardo all'unità dei nostri pensieri con i suoi pensieri, all'unità delle nostre preghiere con le sue preghiere, all'unità delle nostre azioni con le sue azioni, della nostra vita con la sua vita.

L'unità è il frutto della preghiera, dell'umiltà, dell'amore.

Nel silenzio del cuore, Dio parla; se starai davanti a Dio nel silenzio e nella preghiera, Dio ti parlerà.

E saprai allora che non sei nulla.

Soltanto quando riconoscerai il tuo non essere, la tua vacuità, Dio potrà riempirti con se stesso.

Le anime dei grandi oranti sono delle anime di grande silenzio.

Il silenzio ci fa vedere ogni cosa diversamente.

Abbiamo bisogno del silenzio per toccare le anime degli altri.

L'essenziale non è quello che diciamo, bensì quello che Dio dice – quello che dice a noi, quello che dice attraverso di noi.

In un tale silenzio, egli ci ascolterà; in un tale silenzio, parlerà alla nostra anima, e udremo la sua voce.
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love‬

mercoledì 8 aprile 2009

Un torrente nella sabbia


Un torrente attraverso i secoli correva senza difficoltà tra rocce e montagne.
Per quest’acqua fresca e portatrice di vita tutto andava bene.
Ma un giorno improvvisamente, si trovò dinanzi a un deserto.
Avendo attraversato molti ostacoli credette di poter scorrere bene lo stesso,
ma si accorse che entrando nella sabbia le acque scomparivano.
Dopo molti sforzi, scoraggiato, credette di non poter continuare il suo corso.
Allora una voce si levò dal vento:
“Se tu rimani fermo non potrai più attraversare le sabbie e diventerai palude”.
“Ma se mi perdo – esclamò il torrente – sarò perduto”.
“Al contrario – rispose la voce – se ti perdi diventerai ciò che avevi sognato di essere”.
Allora il torrente si abbandonò ai cocenti raggi del sole e le nubi, di cui era formato, furono portate dal vento violento in un altro spazio.
E quando ebbe superato il deserto, il torrente ridiscese dal cielo,
chiaro e fresco e pieno di energia.

Leggenda Sufi

Informazioni personali

La mia foto
Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.