Visualizzazione post con etichetta deserto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta deserto. Mostra tutti i post

domenica 7 agosto 2011

Agosto a Milano: un vasetto di Yomo

Parte proprio da qui il mio racconto di oggi, da un vasetto di yogurt Yomo Biscotto Quattro Cereali. Dai gradini del mio terrazzo in cotto. E' domenica, un giorno qualunque. Ed è Agosto. 
Milano in questi giorni sa essere sorprendente, a tratti perfino devastante. 
Svuotata della massa di bipedi e quattroruote che la popolano, svela angoli, piazze, anfratti che la fretta e la folla fanno trascurare. 
Ci si incanta nel silenzio di una città dove non sentire rumori è quasi impossibile in altri momenti dell'anno.
Questa magia però vira presto in una zona buia da dove emergono pensieri e paure che fino a qualche giorno fa confondevo nel traffico della vita degli altri, di  tutti  quelli che mi passavano accanto, mi sfioravano con lo sguardo mentre attraversavano la strada o facevo la fila in posta.
E così mi ritrovo seduta per terra, a mangiare yogurt e a scrivere messaggi agli amici per dire quanto sia spettacolare Milano oggi. 
Di me però non parlo, perché a me tutto questo silenzio, questa immobilità, queste assenze mettono solo una profonda angoscia.
Un sentimento di scontento che non appartiene a nessun altro che a me, che oggi non riesco nemmeno a entrare in una Chiesa e pregare.
Oggi è una brutta giornata, ecco.
Do la colpa alla stanchezza di un anno pesante, ma la vera verità è un'altra.
E la mia storia, oggi, finisce qua.
Amina

martedì 24 agosto 2010

Il principio, la fine e il mezzo dei tempi (Sapienza 7,18)


C'era una volta - e c'è ancora - un'anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza trovare un amore dentro il quale tuffarsi. Stava andando alla deriva negli abissi di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa. Una luce, fatta di musica. E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te.
Allora vi siete dimenticati tutto e avete iniziato a vivere. Tu e la tua anima.
Per sempre felici e contenti, prometteva l'ultima riga delle favole. Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore. Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi. Vi trascinate senza meta sotto il peso dell'infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza.
Lettrice o lettore, non ti crucciare. Prima o poi - e più prima che poi - sentirai in sogno una voce di flauto.
'Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.'
'Innamorarmi della mia anima! E come si fa?'
'Ti do un indizio. Ricomincia dall'inizio...'
Mihael
Massimo Granellini, L'ultima riga delle favole, Longanesi

mercoledì 8 aprile 2009

Un torrente nella sabbia


Un torrente attraverso i secoli correva senza difficoltà tra rocce e montagne.
Per quest’acqua fresca e portatrice di vita tutto andava bene.
Ma un giorno improvvisamente, si trovò dinanzi a un deserto.
Avendo attraversato molti ostacoli credette di poter scorrere bene lo stesso,
ma si accorse che entrando nella sabbia le acque scomparivano.
Dopo molti sforzi, scoraggiato, credette di non poter continuare il suo corso.
Allora una voce si levò dal vento:
“Se tu rimani fermo non potrai più attraversare le sabbie e diventerai palude”.
“Ma se mi perdo – esclamò il torrente – sarò perduto”.
“Al contrario – rispose la voce – se ti perdi diventerai ciò che avevi sognato di essere”.
Allora il torrente si abbandonò ai cocenti raggi del sole e le nubi, di cui era formato, furono portate dal vento violento in un altro spazio.
E quando ebbe superato il deserto, il torrente ridiscese dal cielo,
chiaro e fresco e pieno di energia.

Leggenda Sufi

Informazioni personali

La mia foto
Italia, Italia, Italy
A volte sento nel cuore una felicità inspiegabile: non ne ravvedo il motivo scatenante, zampillo gioia come una fontana che guarda al cielo. Io ho un SOGNO, che è più di niente.